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Riapertura attività sportive

Primo piano
 
 

La data del 25 maggio per la ripresa delle attività sportive
Facciamo un passo indietro.


Come a tutti noto con il DPCM 26 Aprile il Governo aveva indicato sino al 17 maggio determinate misure prevedendo dal 4 Maggio la parziale riapertura limitatamente alle attività aventi determinati codice Ateco dal 4 Maggio. Parimenti era stato indicato che, in ogni caso, l'autorizzazione alla ripresa sarebbe stata concessa se ed in quanto disposte ed applicate le specifiche linee guida di contenimento e prevenzione. Ad esempio la ripresa delle attività giudiziarie veniva disposta dal 12 Maggio proprio in ragione delle linee guida  elaborate dai presidenti dei tribunali per gestire la Fase 2 e così via.

In questo contesto un ruolo fondamentale lo avevano (e lo hanno tutt'ora) le Regioni le quali, con le varie parti sociali, associazioni maggiormente rappresentative e unione dei Comuni, si erano impegnate a trovare protocolli (o meglio linee guida) il più possibile aderenti alle singole realtà produttive. Condivisibili ed attuabili.

Ciò valga anche in materia di sport. Infatti dalla Carta Europea dello Sport (Consiglio d’’Europa, Rodi 1992), al decreto Legislativo 242/99 (Decreto Melandri) fino alla revisione del titolo V della Costituzione (L. Cost. 3/2001), che ha attribuito alla competenza concorrente delle Regione la potestà legislativa in materia di ordinamento sportivo, Regioni ed Enti Locali hanno certamente assunto un ruolo primario nella gestione del fenomeno sportivo e hanno contribuito a valorizzarne la dimensione sociale riconoscendo allo sport un carattere poliedrico e di interdisciplinarietà che lo colloca al centro delle politiche locali di sviluppo sociale e culturale assegnate dalla Costituzione alle competenze delle Istituzioni locali.

Ancor più fondamentale il ruolo del CONI, CIP, Ufficio Sport Governo, Sport e Salute s.p.a., i quali, in concerno con Federazioni, Discipline Sportive Associate, Enti di promozione sportiva e altri attori del mondo sportivo, per le loro specifiche competenze, hanno cercato tracciare (e tutt'ora sono al lavoro) specifiche linee guida per la ripartenza delle attività associative (professionistiche e non) anche sulla base documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità.

La querelle sulla ripresa del massimo campionato di Calcio, ad oggi ad un punto morto, si è però dapprima scontrata con alcune regole governative imposte dalla bozza delle linee guida e non gradite a molti dei club, e poi con la conclamata positività di alcuni giocatori. Sul fronte dlelo sport di base, invece, se l'attività individuale all'aperto non aveva posto particolari problemi (sul punto si sono espressi anche i governatori Regionali con proprie Ordinanze) rimaneva (e rimarrebbe tutt'ora), il nodo degli sport di squadra e, soprattutto, quello relativo all'apertura di centri sportivi, palestre, piscine e, in generale, delle sedi associative.

Da qui la data del 25 Maggio, indicata dal Governo prima e ribadita dal Presidente Conte anche nel corso della conferenza stampa di presentazione del D.L. 33/2020, quale termine entro il quale si sarebbe riusciti ad offrire regole certe ed attuabili per la ripartenza delle attività sportive. Ma in mancanza ?

Nelle ultime ore, presi da una vera e propria rincorsa senzazionalistica alla notizia, sono state  pubblicate "presunte" linee guida per lo sport (prive di alcuna ufficialità) le quali altro non disponevano che quanto già previsto con il Prot. 3180 emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio dello Sport, per la ripresa degli sport individuali. Null'altro però è emerso ritenendo pertanto plausibile che, ad oggi, le realtà sportive possano riprendere le proprie attività, didattiche e formative incluse, se ed in quanto riescano ad adeguarsi all'unico documento ufficiale a loro rivolto. Ovvero il documento emesso a seguito dell'Accordo raggiunto tra Governo e Regioni per dare" (...) regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini (...) " così come annunciato con un comunicato stampa del 17 maggio mattina, dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro notturno con il Governo che ha chiuso una lunga giornata di confronto.

 
 
 
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